Quando la tecnologia diventa scudo: la fine della violenza domestica è possibile?
Immaginate un mondo in cui la violenza domestica non è una parola data in pasto ai notiziari dopo l’ennesima tragedia, ma un evento fisicamente impossibile da portare a termine.
Nel libro “Il Messaggio, il post che cambia il mondo”, Cesare Pasetti introduce un concetto tecnologico rivoluzionario e controverso: la collana “Stop”.
Nel dialogo tra i protagonisti, emerge chiaramente che l’educazione e le leggi tradizionali non sono bastate a fermare i femminicidi. L’aumento delle pene non ha dissuaso gli aggressori. Serviva qualcosa di immediato, un intervento in tempo reale.
Qui entra in gioco la tecnologia dei “Migliori”. Poiché l'”Occhio” (il sistema di sorveglianza pubblica della Temo) non poteva entrare nelle case private per rispetto della privacy, è stato inventato un dispositivo indossabile.
La collana “Stop” non è un semplice gioiello: è un sistema di difesa attivo. Dotata di telecamere e microfoni, registra tutto ciò che accade intorno alla donna e, in caso di pericolo (attivato da una parola chiave o un grido), invia i dati alla Pubblica Sicurezza e rilascia un gas immobilizzante.
La genialità provocatoria di questa invenzione letteraria sta nel ribaltare la narrazione della vittima. Spesso, nei processi per stupro o violenza, la difesa dell’aggressore si basa sul dubbio: “Lei era consenziente”, “Non è andata così”.
Con “Stop”, il dubbio viene cancellato dalla registrazione audio-video in tempo reale. Inoltre, il gas risolve il problema dei tempi di intervento della polizia: meglio rimanere storditi per qualche ora che essere uccisi.
Questo capitolo solleva interrogativi affascinanti sul nostro futuro. Siamo disposti ad accettare una sorveglianza così intima in cambio della sicurezza totale?
Pasetti ci dice che nella Temo la risposta è sì. La tecnologia, spesso vista come fredda e distaccata, qui diventa l’unico vero garante dell’incolumità fisica, colmando quel divario di forza muscolare che per millenni ha penalizzato le donne.
È una soluzione estrema per un problema estremo.











