UNA BUON VITA di Cesare Muzio Pasetti

La Trama

Che cosa accadrebbe se le paure che strangolano il nostro presente – la precarietà economica, la corruzione politica, l’inquinamento, la guerra e la paura della malattia – potessero essere cancellate non dalle promesse dei politici, ma dalla volontà diretta dei cittadini?

Tutto ha inizio la notte di Capodanno di un futuro non troppo lontano, quando una misteriosa entità conosciuta come Ha Ha Hacker interrompe simultaneamente le trasmissioni di tutti i dispositivi del pianeta.

Non è un attacco terroristico, né una dichiarazione di guerra.

Attraverso due occhi immensi che racchiudono le immagini di una foresta e di un mare incontaminati, la voce di Ha Ha Hacker pone all’umanità domande semplici e spietate, costringendola a guardare in faccia la propria paralisi e a smascherare l’illusione della democrazia rappresentativa: il “Tragico Giochino” con cui pochi potenti continuano a decidere per tutti.

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Mentre l’ordine costituito cerca di screditare il messaggio, il popolo risponde prima con la diffidenza, poi con la consapevolezza e infine con la rivoluzione pacifica dei Fazzoletti Bianchi. Nasce così la Demoteledemocrazia (abbreviata in Temo): un nuovo sistema di governo in cui i cittadini – diventati Soci a tutti gli effetti della società – votano direttamente le decisioni più importanti da qualsiasi luogo, grazie ai loro Tele, guidati non dalla propaganda ma dal Minimo Comune Buon Senso e dai progetti dei migliori scienziati ed esperti.

La narrazione intreccia questo straordinario riscatto collettivo con un incontro impossibile: quello tra John, un uomo del futuro tornato alla vita che ha vissuto in prima persona la nascita del nuovo mondo, e Giulia, una donna dell’antica Roma resuscitata dopo 1600 anni. Attraverso gli occhi increduli ma acuti di Giulia, il lettore scopre passo dopo passo come l’umanità sia riuscita a superare i propri drammi, arrivando a sconfiggere l’inquinamento con le fibroresine, ad abolire la fatica con i Servi Artificiali, fino a sradicare la malattia, la vecchiaia e persino la morte con le scoperte sull’Energia Primaria (Vita Felice, Vita Eterna e Vita Nuova).

Perché leggere “Una buona vita”?

  • Un’utopia concreta e provocatoria: Un romanzo che unisce l’avvincente ritmo della fantascienza sociale a una profonda riflessione politica e filosofica, proponendo soluzioni pratiche a problemi che affliggono la nostra quotidianità.

  • Personaggi indimenticabili: L’intenso dialogo tra John, segnato da una profonda memoria storica, e Giulia, la cui dignità e diffidenza classica scardinano ogni banale certezza, offre una prospettiva toccante ed emotiva sul senso del tempo, della perdita e del destino umano.

  • Un messaggio di speranza universale: Una buona vita dimostra che quando la tecnologia viene sottratta al controllo dell’oligarchia ed è messa al servizio della collettività, la giustizia, la pace e persino l’immortalità cessano di essere un utopia e diventano una conquista alla portata di tutti.

«La nostra democrazia concedeva molte libertà, ma non il diritto di decidere. Abbiamo dovuto imparare che il progresso non è il diritto di distruggere il mondo o di subire i potenti, ma la capacità di vivere bene senza essere più sudditi.»


L’AUTORE

Cesare Muzio Pasetti è nato ad Asti nel 1950 e vive vicino ad Asti, a Pontesuero, in campagna. Da molti anni, pur non essendo un politico né volendo diventarlo, pubblica manoscritti con i quali presenta proposte politiche e tecniche per migliorare la nostra vita. La prima pubblicazione risale al 2000 con il titolo “I figli degli dei ringraziano Striscia la Notizia” (con l’autorizzazione di Striscia la Notizia ad utilizzare il suo logo), poi nel 2007 “Rivoluzione” e nel 2016 “Il Minimo Comune Buon Senso”.

In tutti i libri, come in “Una buona vita”, l’essenza delle sue proposte è: fino a quando solo pochi politici e potenti potranno decidere tutto per tutti non ci sarà democrazia e la sanità, la giustizia, la pubblica sicurezza e ogni altro aspetto della vita dei cittadini, compreso il vivere in pace, peggiorerà!

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