Latino o Educazione Alimentare? La riforma scolastica secondo Cesare Pasetti
Immaginate una scuola dove Matematica e Storia sono affiancate, con pari dignità e severità, da materie chiamate “Educazione Alimentare”, “Educazione Sentimentale” o “Educazione Individuale”. Nel romanzo “Il messaggio”, questa non è una proposta pedagogica sperimentale, ma la Legge dello Stato.
Nel capitolo del libro “Il Messaggio, il post che cambia il mondo”, la svolta avviene quando ci si rende conto che intere generazioni stanno crescendo malate (fisicamente e mentalmente) e incivili.
La cultura classica, per quanto nobile, non stava impedendo ai giovani di diventare obesi, violenti o irrispettosi dell’ambiente. La risposta della società descritta da Pasetti è radicale: la scuola deve insegnare prima di tutto a stare al mondo.
La lista delle nuove materie è un manifesto politico:
- Educazione Sanitaria e Alimentare: Per combattere le malattie prevenibili.
- Educazione Civica e Politica: Per creare “Soci” consapevoli.
- Educazione Ambientale: Per salvare il pianeta.
Il principio guida è una versione laica e universale della Regola Aurea: «Non fare agli altri, agli animali, all’ambiente… cosa non vorresti fosse fatto a te».
Questo approccio ci costringe a guardare ai nostri programmi scolastici attuali. Spesso le scuole trattano l’educazione civica o alimentare come riempitivi, progetti extra-curriculari di serie B. Pasetti ribalta la gerarchia: sapere come funziona il proprio corpo o come rispettare lo spazio pubblico diventa “materia primaria”.
È una critica feroce all’intellettualismo che ignora la pratica. A cosa serve un genio in fisica se non sa relazionarsi con il prossimo o se distrugge la propria salute a trent’anni?
La “Legge Le Educazioni” nel romanzo suggerisce che la priorità della scuola dovrebbe essere formare persone sane e gentili, prima ancora che erudite.











