La provocazione finale: Il Principe Azzurro esiste?

14 Mar , 2025 - Il Messaggio

Il dilemma del Principe Azzurro: siamo pronti a rinunciare alla favola per la libertà?

Il capitolo “I diritti delle donne” presente nel romanzo di Cesare Pasetti “Il Messaggio, il post che cambia il mondo” si chiude con una domanda che è un vero e proprio schiaffo intellettuale, una provocazione che merita di essere analizzata a fondo.

Dopo aver costruito un sistema perfetto di parità legale, economica e fisica, l’autore lascia sospeso un dubbio amletico sulla natura umana.

La domanda rivolta a miliardi di donne è questa: preferite la parità assoluta, l’indipendenza e la lotta per l’autoaffermazione, oppure preferireste un “Principe Azzurro”? Un uomo ideale, ricco, buono e rispettoso che vi mantiene nel lusso senza chiedervi nulla in cambio se non di esistere?

È una domanda scomoda perché tocca corde profonde dell’inconscio collettivo e delle narrazioni con cui siamo cresciuti.

Da un lato c’è la dignità dell’autonomia, faticosa e rischiosa. Dall’altro c’è la seduzione della protezione totale, una gabbia dorata dove però la porta è aperta da un carceriere gentile.

Pasetti, attraverso i suoi personaggi, ammette di non conoscere la risposta. “Non lo so? Vorrei chiederglielo!”. Questa chiusura ci costringe a guardarci allo specchio.

Quanto della nostra ricerca di parità è sincera e quanto, invece, siamo ancora vittime di retaggi culturali che ci fanno sognare di essere “salvati” da qualcun altro?

Il libro suggerisce che la vera libertà non è solo avere leggi giuste (come quelle della Temo), ma liberarsi anche dalle favole tossiche che ci raccontiamo.

Finché il sogno segreto sarà quello di essere mantenuti e accuditi (vale per donne e uomini), la parità sarà solo una facciata legale.

La vera rivoluzione, sembra dirci Pasetti, deve avvenire prima nella nostra testa: scegliere la fatica della libertà al posto del comfort della dipendenza.

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