Anatomia della Corruzione

22 Mar , 2025 - Il Messaggio

Il Teatro dell’Indignazione: Perché lo Scandalo non ci Salverà

Nel libro di Cesare Pasetti “Il Messaggio, il post che cambia il mondo”, leggendo il dialogo tra i due personaggi, emerge un quadro sociologico di una lucidità spietata.

Il passaggio più illuminante non riguarda la tecnologia delle “Mosche”, ma la reazione della classe politica (i “Ladri”) di fronte alle rivelazioni di Ha Ha Hacker.

Il testo descrive un ciclo vizioso che conosciamo fin troppo bene nella realtà: lo scandalo scoppia, i politici non ancora indagati si dicono “sorpresi e scandalizzati”, promettono pulizia, sostituiscono le mele marce… e poi ricominciano a fare esattamente lo stesso. È quello che potremmo definire il Teatro dell’Indignazione.

L’autore del romanzo mette il dito nella piaga quando scrive: “privatamente se la prendevano con questi, non perché avevano rubato, ma perché si erano fatti beccare”. Questa frase racchiude l’essenza del fallimento etico di una classe dirigente.

Il crimine non è più l’atto di rubare, ma l’errore tattico di farsi scoprire. La moralità è stata sostituita dall’opportunismo. Quando la politica diventa un mero esercizio di sopravvivenza e arricchimento, l’indignazione pubblica diventa solo una recita a copione, necessaria per calmare le acque in attesa che la tempesta passi.

Ma il brano va oltre, introducendo un elemento di rottura definitiva: la Pandemia.

In un momento di crisi planetaria, dove la morte tocca tutti, ci si aspetterebbe un ritorno all’umanità. Invece, i “Ladri” rubano anche sulle medicine. Questo è il punto di non ritorno. L’autore identifica in questo tradimento supremo la “pietra tombale della democrazia”.

Perché la democrazia muore in questo scenario? Perché la democrazia si basa su un patto di fiducia.

Possiamo tollerare inefficienza e piccoli vizi, ma non possiamo tollerare che chi ha il compito di proteggerci lucri sulla nostra morte. Quando Ha Ha Hacker svela che la corruzione non si ferma nemmeno davanti a un’epidemia globale, rompe l’illusione che il sistema sia riformabile.

Questo ci insegna una lezione fondamentale: la trasparenza (le registrazioni delle Mosche) è necessaria, ma se rivela che l’intero albero è marcio dalle radici, la conseguenza non è la riforma, ma il collasso.

Il romanzo ci avverte che c’è un limite alla sopportazione umana, oltre il quale le istituzioni non perdono solo credibilità, ma la loro stessa ragione di esistere.

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