L’Etica dell’Intelligenza Artificiale e Biologica

16 Apr , 2025 - Il Messaggio

È democratico essere intelligenti? Il dilemma finale di Cesare Pasetti

La conclusione del capitolo “La scuola”, presente nel libro “Il Messaggio, il post che cambia il mondo” di Cesare Pasetti sposta l’attenzione dalla sociologia alla bioetica, aprendo scenari inquietanti che ricordano le migliori opere di fantascienza speculativa.

Una volta che il problema dell’educazione comportamentale è risolto e le nozioni sono gestite dalle memorie artificiali, cosa resta? Resta l’intelligenza biologica, quella determinata dalle nostre cellule.

Il dialogo tra i personaggi tocca un punto vertiginoso: è possibile modificare l’intelligenza umana a livello cellulare? La risposta tecnologica è sì. Ma la risposta etica è un campo minato. «È giusto che una persona, grazie alla natura… sia più intelligente di un’altra, e soprattutto è democratico?».

Pasetti qui decostruisce il concetto di uguaglianza. Se la tecnologia (la “Temo”) permette di livellare le differenze, è giusto creare un mondo di individui tutti ugualmente intelligenti, ambiziosi e volenterosi? O la diversità, anche quando implica disuguaglianza di capacità, è necessaria all’umanità?

Il testo suggerisce che ci siano “Uomini migliori” e “Uomini inferiori” per natura, e si chiede se sia dovere della scienza correggere questa lotteria genetica.

È il paradosso della meritocrazia: se il talento è solo fortuna genetica, nessuno lo merita davvero.

Ma se tutti venissero potenziati artificialmente allo stesso livello, saremmo ancora umani o diventeremmo una serie di prodotti standardizzati?

Il capitolo si chiude con un dubbio sospeso: «Per ora gli Uomini non vogliono». Un “per ora” che pesa come un macigno.

Il romanzo ci lascia con l’idea che la vera ultima frontiera della scuola non sarà insegnare cose nuove, ma decidere chi e come siamo autorizzati a essere.

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