L’amore ai tempi della Temo: o pari o niente
L’amore romantico spesso nasconde insidie pratiche che la letteratura tende a ignorare, ma che Cesare Pasetti affronta di petto in “Il Messaggio, il post che cambia il mondo”.
Nel capitolo dedicato ai diritti delle donne, viene presentata la Legge “Donne=Uomini”, che interviene a gamba tesa nella gestione patrimoniale delle coppie.
Il problema sollevato è antico: la disparità salariale e patrimoniale crea uno squilibrio di potere all’interno della coppia.
Chi ha i soldi comanda; chi non li ha, obbedisce e subisce. La soluzione della Demotelematocrazia è pragmatica: rendere obbligatorio ciò che dovrebbe essere naturale in una coppia che si ama e si rispetta.
La legge prevede che, per sposarsi o convivere, sia necessario mettere in comune tutto. Beni presenti e futuri. E, cosa ancora più importante, stabilire prima le regole di un’eventuale separazione. “O accetti questa Legge o non ti sposi e non convivi!”.
Può sembrare un approccio cinico e poco romantico, ma è esattamente il contrario.
Costringendo le coppie a discutere di soldi e di “piani B” prima ancora di iniziare, la legge elimina l’ipocrisia.
Protegge il partner economicamente più debole (statisticamente ancora la donna) dal trovarsi in mezzo a una strada dopo anni di sacrifici domestici non retribuiti.
Questo approccio trasforma il matrimonio da un contratto spesso sbilanciato a una vera società tra pari. Non c’è più spazio per il “ti mantengo io”, che spesso si trasforma in “ti possiedo io”.
L’indipendenza economica descritta da Pasetti non è solo avere un proprio conto in banca, ma sapere che il valore generato all’interno della famiglia appartiene a entrambi in parti uguali, per diritto e non per concessione.
È la base materiale su cui costruire un rispetto spirituale.











