La sicurezza democratica: proteggere tutti, non solo le donne
Sebbene il capitolo del libro “Il Messaggio, il post che cambia il mondo” si intitoli “I diritti delle donne”, c’è un passaggio cruciale che estende il concetto di sicurezza a tutta la società.
Dopo aver descritto la collana “Stop” e i gas paralizzanti come antidoto alla violenza sulle donne, l’interlocutore nel libro pone un’obbiezione intelligente: e se fosse la donna a diventare violenta o abusante?
Pasetti non cade nella trappola di idealizzare il genere femminile. Riconosce che la violenza può essere trasversale.
Certo, statisticamente sono le donne a subire la maggior parte delle aggressioni fisiche, ma la sudditanza psicologica o la violenza fisica possono colpire anche gli uomini.
La grandezza della Legge “Donne=Uomini” e della tecnologia “Stop” sta nella loro universalità. “Questo sistema di sicurezza… fu poi adottato anche da tutti coloro che, uomini compresi, si sentivano insicuri”.
La tecnologia diventa un livellatore democratico.
In natura vige la legge del più forte: chi ha più muscoli vince. La civiltà dovrebbe servire a mitigare questa legge, ma spesso fallisce.
La tecnologia introdotta nella Temo, invece, riesce dove la morale ha fallito: rende la forza fisica irrilevante. Un uomo possente viene fermato dal gas esattamente come chiunque altro.
Questo capitolo ci offre una visione di “sicurezza assoluta” dove nessuno, indipendentemente dal sesso o dalla prestanza fisica, può prevaricare l’altro.
È la realizzazione suprema del contratto sociale: la cessione di un pezzetto di privacy (la registrazione degli eventi) in cambio della garanzia che nessuno potrà mai più alzare le mani su di te restando impunito. Una società dove la violenza non è solo illegale, ma inefficace.











